Quando devi credere a qualcosa di diverso dal solito, come il fatto che tu possa essere capace di disegnare, hai bisogno di punti fermi, di qualcosa che possa rendere più solida questa convinzione, degli appigli a cui aggrapparsi quando la convinzione vacilla e si rischia di cadere.
E per procedere c’è bisogno di qualche regola, che agisca come consiglio, senza imporsi rigidamente.
Di conseguenza, quando tra il 2016 e il 2017 ho costruito l’idea del Disegno Brutto, ovvero di un approccio pratico che permettesse a chiunque di riprendere a disegnare, mi sono inventato delle Leggi. Da una parte volevo che fossero percepite ironiche, surreali, che il percorso proposto non fosse preso troppo sul serio, nel senso che la parte di gioco e di divertimento doveva essere preponderante.
Dall’altra invece, volevo fissare alcuni punti fermi di quella che doveva essere la pratica, qualcosa a cui sempre tornare quando durante lunghe sessioni di disegno, si perde il filo e, come gi dicevo, le convinzioni vacillano.
Alcune si possono capire solo disegnando, e infatti così faccio durante i miei corsi, ovvero spiego come funzionano le leggi e quando le incontriamo.
Per esempio, la prima è quella fondamentale, la base di tutto l’approccio Disegno Brutto: “Come viene, viene”, la virgola è importante, determina una pausa e dà importanza al lasciar andare, permettendo che tutto fluisca e vada dove vuole andare.
È un precetto non facile da accettare, inizialmente, ma poi così semplice e divertente da seguire mentre si disegna, che subito ci libera da mille condizionamenti.
Una Bellezza Essenziale
L’ultima legge è una sorta di ribaltamento e ci fa pensare che attraverso un percorso di casualità, errore, processo, si possa giungere ad un altro tipo di Bellezza che chiamo Essenziale, ovvero arrivare a ciò che le cose sono, senza preoccuparsi di come Sembrano o Appaiano.
Un percorso che parte dalla Bruttezza, dall’errore, dall’azione non progettata, porta ad una bellezza diversa che potremo chiamare la Bellezza del FareperFare.
Diventa bello il processo, più del risultato; bello stare nel disegno, più che ammirarne il risultato; bello ricominciare, fare e disfare, fare e rifare, piuttosto che non fare.
Ecco cosa significano
Ti darò una spiegazione veloce di cosa significano, ma sarà solo praticando il Disegno Brutto, nei workshop dal vivo o in quelli online, che potrai davvero capirle appieno.
Come viene, viene
Tutto quello che viene va bene: accetta la tua incapacità, accetta di non saper fare e lasciati andare al Fare.
Agisci prima di pensare
La mente ci blocca, crea paure e condizionamenti, prova a procedere senza ascoltarla.
Non c’è giudizio, non c’è errore
Tutto quel che viene va bene, tu non sei ciò che fai, ma sei colui o colei che Fa. Quando l’errore arriva, accettalo e pensalo come una grande opportunità: questa accettazione ti farà venire voglia di incontrarlo spesso, l’errore.
Non permetterti l’incompiutezza
La tua mente non perdona le cose lasciate a mezzo, bisogna impegnarsi a finire o trovare stratagemmi per far capire che si è finito.
Tutto comincia da un punto
Ogni cosa, anche la più complessa, comincia con un piccolo tratto, ogni disegno con un piccolo tratto di penna. Un atomo non è insignificante.
Ascolta la tua pancia
Bisogna imparare a capire i segnali che ci manda il corpo, prima di ascoltare la mente, e lavorare per placare, sfidare o superare quelle sensazioni.
Nel disegno conta solo il processo
Già, non ci si interessa al risultato, al profitto, solo al Fare, al procedere.
Nel disegno esistono tutte le possibilità
Ogni disegno è una creazione e, da creatori, ci possiamo permettere tutto, eppure siamo sempre troppo limitati, chiusi nei nostri steccati di abitudini, convinzioni, buone regole e così via.
Il disegno deve essere credibile e non verosimile
Chi dice di non saper disegnare, deve capire che la funzione primaria del disegno non è rappresentare bene qualcosa che vediamo, ma comunicare qualcosa.
L’estrema naturalezza porta ad una bellezza essenziale
Disegnare in modo naturale, istintivo, libero, porta a scoprire un altro tipo di bellezza, dove le cose sono quello che sono, non “sembrano” qualcosa d’altro. E il disegno basta a sè.
